L’INFERMIERISTICA LEGALE E L’INFERMIERE LEGALE IN ITALIA

L’infermieristica legale è una delle specializzazioni più giovani ed innovative che è entrata a far parte del mondo ospedaliero. La professione di infermiere legale consiste nell’applicazione della scienza legale, in combinazione con una preparazione bio-psicosociale dell’infermiere diplomato, nel campo dell’indagine scientifica, della raccolta e conservazione di prove, dell’analisi, prevenzione e trattamento di problematiche medico – legali, attinenti a casi di lesione e/o decesso.

In questo ultimo decennio la professione infermieristica ha subito significative trasformazioni, sviluppando il suo percorso formativo nel passaggio graduale da infermiere generico ad esperto, fino ad arrivare oggi alla figura di professionista avanzato che ne determina nuove e specifiche competenze.

Tra tutte le nuove specializzazioni accademiche che la nostra evoluzione professionale ha fatto nascere, quella in infermieristica forense si è dimostrata in grado di fornire gli strumenti adeguati a questo scopo perché l’infermiere forense, o legale, è “il professionista specializzato nella valutazione di ogni aspetto giuridico e giurisprudenziale che riguardi l’esercizio dell’assistenza infermieristica” e si pone come obiettivo lo studio degli aspetti concettuali, metodologici e pratici della dimensione giuridica e legale dell’assistenza infermieristica

L’infermieristica legale e forense è una disciplina in fase di sviluppo che ha come scopo l’accertamento dei fatti penalmente perseguibili scaturiti da procedure infermieristiche attuate con imprudenza, imperizia o inosservanza di leggi e regolamenti. Tali accertamenti sono volti soprattutto a determinare il nesso di causalità all’interno dell’azione, necessario per mettere in relazione la condotta dell’indagato con l’evento. I campi elettivi dell’infermiere legale e forense sono inoltre:

  • l’ambito legale, in collaborazione col medico legale;
  • la gestione del rischio clinico, per le competenze specifiche, per la stesura di progetti e la consulenza nella progettazione di cartelle infermieristiche;
  • l’assistenza e gestione delle vittime di stupro o violenze sessuali, analogamente a quanto succede, nei paesi anglosassoni, dove la vittima viene seguita nel suo percorso psicologico, psichiatrico, ostetrico, peritale e giudiziale dall’infermiere responsabile dell’equipe;
  • l’assistenza e gestione dei minori vittime di abusi;
  • l’assistenza e gestione delle dipendenze da alcool, droghe e farmaci, in collaborazione con i medici ed i servizi istituzionalmente preposti;
  • l’assistenza legale e sindacale ai colleghi, in collaborazione con avvocati, associazioni, sindacati;
  • l’educazione ed informazione sanitaria, con particolare riferimento al mondo della scuola ed alla prevenzione delle droghe d’abuso;
  • l’ambito formativo, in collaborazione con gli uffici formazione degli enti pubblici e privati sanitari, per le competenze specifiche legali della professione infermieristica e del soccorritore volontario.

Da questa definizione si può capire come il campo principale di attività ed esercizio dell’infermiere legale sia quello di C.T.U. (Consulente Tecnico d’Ufficio), ossia un consulente tecnico del giudice, esperto nella materia professionale, scelto in base alla sua affidabilità e capacità, tra un elenco di iscritti all’albo dei C.T.U. disponibile presso il Tribunale. Specializzazione che può essere esplicata in servizi di assistenza e consulenza diretti a singole persone, ad esempio per casi di abusi e violenze subite, o di consulenza per la difesa dei professionisti da accuse in tali ambiti, oppure consulenza ad associazioni come, ad esempio, gli ordini professionali o gli studi associati.

All’infermiere C.T.U., in caso di denuncia per malpractice, viene affidato il compito di accertare e dare pareri sul comportamento del professionista.

Il giudizio tecnico del C.T.U. è quindi elemento fondamentale del procedimento giudiziario. Verificare l’esistenza di un comportamento colposo o doloso comporta la ricostruzione dei fatti per verificare l’iter della procedura assistenziale attuata e l’influenza dell’operato dei professionisti nel determinare il danno. In mancanza di un comportamento colposo, di un danno e di un nesso di causalità tra questi elementi, ad esempio, non si può parlare di responsabilità professionale per malpractice.

Spesso,  nel mondo infermieristico italiano,  le novità producono atteggiamenti di titubanza o addirittura di difesa o rifiuto, perché si pensa che  l’innovazione possa comportare un ulteriore carico di lavoro e responsabilità. In realtà l’infermieristica legale deve apparire ed appare oggi come una occasione per valorizzare la professione ed i suoi caratteri di autonomia, responsabilità e competenza; senza dimenticare che la disponibilità di figure sempre più specializzate procede nell’interesse sia dei professionisti che degli stessi utenti.

Il percorso formativo dell’infermiere legale e forense prevede master universitari di 1º e 2º livello, attivati in molteplici università italiane, anche in modalità telematica. Nel maggio del 2009 è nata il Italia la prima associazione per infermieri legali e forensi (AILF)